poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: settembre, 2016

Fernando Picenni – Occhimirìada

La vita è un tappeto
che l’angoscia sbatte
di continuo.
*
I lunghi meriggi estivi
tengono indietro la sera
che entra nella notte
ancora piena di chiarore.
*
In mezzo a una folla
di pestatori di gradini
salgo anch’io la scalinata
del grande museo.
*
Mi ricordo sempre di voi,
poveri guitti di strada
con l’organetto e il pappagallo verdino
che pesca il foglietto
dell’improbabile fortuna.
*
Passa per strada
un magnifico corteo di matite colorate,
una cadenza marziale di tubetti acrilici,
una fitta ressa di pennelli extrafini
fin laggiù a quel piazzale,
sagomato a tavolozza.
*
Ti lascerò,
mondo continuativo,
quando sulla linea lunga del mare
sarò della vela
il supino pilota.
*
La penna stilo si abbevera al calamaio.
Ha fatto una lunga sorsata, bastevole
per il deserto di molti fogli.
*
L’Arte che si rende caduca
è una padella dove sono stati
posti a cuocere ingredienti
non appropriati.
*
Il carburante dell’artista
sta in un serbatoio modesto:
bisogna fare frequenti rifornimenti.
*
I miei quadri, usciti dallo studio,
fanno un giro d’aria sul ballatoio,
poi tornano indietro.
*
L’Arte è bandiera in finestra.
Sotto si radunano coscritti festanti
con la cartolina precetto
della creatività.
*
In Arte il registro delle nascite
enumera alcuni nomi di buona stirpe
e parecchi nati morti.
*
Passano per via
gli artisti diretti allo studio.
Critici in finestra,
ritiratevi.
*
Beati gli artisti del “recinto”.
Melodiosamente entrati nel futuro,
dati in dono e premio
ad affacciati posteri.

Fernando Picenni – Occhimirìada – Marco Saya Edizioni
http://www.fernandopicenni.it

occhimiriada

Annunci

Franz Krauspenhaar – Le belle stagioni

54

Col nuovo sole l’autunno ha un calore
e splende a nuovo la vita. Il cielo pialla
un sole ritrovato. È una primavera
rovesciata, come un guanto calzante
alle mie ossa, alla mia carne dura.
Verso le cose e verso fontane e mani
che salutano, come in treno, autunno
sei alla fine di ogni cosa e anche speranza,
come se tutta la vita partisse e conducesse
dove tu sei, e ti muovi, nell’ombra del sentiero.
Partenza e arrivo d’ogni vita, lacrime e poi
i dolci rimpianti. La domenica è un bossolo
non sparato, così, una cosa finta, la plastica.
Sei nessuno alla fine del fiume, steso, in terra
concime futuro, escrescenza, minimo numero
del mondo dimezzato. Ma è dolce questo vino,
quest’ambrosia si dipana per i tuoi nervi scossi,
è l’uva colta che si spalma dolce al tuo sterno.
Finalmente un po’ di aurea dolcezza, di pacato
sentire prima dell’ultima battaglia. E l’odore
ligneo delle foglie, il bruciare struggente dei falò,
mentre corri come bambino facevi, la corsa
campestre, e i polmoni avevi gonfi d’aria
bruciata, l’odore impossibile dell’autunno
discendente, delicato e agrodolce, e dello sforzo.
(Franz Krauspenhaar)

bellestagioni_80x240

Settembre sarebbe un bel mese di Maria Paola Canozzi: recensione per lettori autunnali a cura di Teodora Dominici

Il Nuovo Corriere dell’Amiata – Settembre sarebbe un bel mese di Maria Paola Canozzi: recensione per lettori autunnali

Se non appartenete alla nutrita schiera di persone che finita l’estate continuano a vagheggiarla, ma a quell’altra altrettanto nutrita che vede l’autunno come un periodo neccessario di rinnovamento, dinamico, vitale, ispiratore di nuove energie fattive da rimettere in circolo dopo le confusioni estive, probabilmente il connubio tra titolo e copertina di questo piccolo libro vi colpirà come una rivelazione. Settembre sarebbe un bel mese. Dubitativo. E una strada di campagna che sboccia in un bellissimo albero spoglio, frastagliato a decorare il cielo autunnale.

Scritto da Maria Paola Canozzi e pubblicato da Marco Saya edizioni (2014), il libro è ambientato in un immaginario ma familiarissimo borgo della campagna toscana: motivo in più per addentrarsi in una trama che della propria linearità non fa un handicap ma anzi la chiave di volta della riuscita. Una voce narrante femminile alquanto consapevole e venata di una certa ironia descrive il suggestivo paesino di Valbenedetta: «È un’immagine di bellezza assoluta, per la perfezione dei cipressi che delineano la via bianca sotto il sole, per il mosaico dei campi tutt’intorno, di una varietà di verdi ormai tendenti al giallo a causa della calura estiva, per la dolcezza dei profili delle colline che si susseguono in una teoria di orizzonti fino ad assumere contorni nebulosi», e ancora: «Boschi di castagni, cerri e carpini sui versanti dell’Appennino, faggete, prati alpini e picchi rocciosi su quelli delle Apuane. La Versilia è a pochi chilometri in linea d’aria e il benefico influsso marino risale le valli e arriva fino a qui. Questo è un autentico piccolo paradiso, non a caso si chiama Valbenedetta. Per essere perfetto gli manca solo che tornino le mucche e le pecore a pascolare nei campi. E che spariscano i cacciatori».

Qui si introduce il punto cruciale, i cacciatori. Già, perché Settembre sarebbe un bel mese, se… non fosse il mese d’inizio della caccia, che la colta e agguerritissima narratrice, vegetariana quasi vegan, aborre con tutte le sue forze, arrivando a dare un aiutino alla provvidenza nell’eliminazione a uno a uno dei cacciatori di Valbenedetta, tanto da creare un vero e proprio spauracchio che alimenta le chiacchiere da bar.

Danzeranno gli insetti di Sonia Lambertini a cura di Elio Grasso

Danzeranno gli insetti contiene appunti per un’idea di poesia nera. Che distingue alcuni aspetti del caotico miscuglio in cui siamo versati. Un concetto antico della scrittura che oggi potrebbe tornare in auge, se soltanto la gran parte di coloro che scrivono poesia (o almeno quel che considerano tale) lasciassero per una volta perdere i pensieri reazionari.
Sensibili soltanto al proprio torace, le cui parole per descriverlo sono tratte da un vocabolario di cento lemmi quando va bene. Nemmeno il più semplice gioco della
fantasia poetica allerta, in nome di una messa a fuoco estatica che più “locale” non
potrebbe essere. Appunti, dunque, per lo più traversi, come fossero foglietti giunti dopo vacanze erranti dallo Steinhof. Che favoriscono la percezione nera che lo sguardo di Sonia Lambertini mastica e rimastica davanti ai piani incrociati dell’attuale storia dell’umanità. Una applicazione dalle caratteristiche testarde, la sua, che oppone un po’di brutalità al pericolo dell’epoca. Ci sono notti in cui invocare un netto rifiuto sembra più di un atto volenteroso, se non fosse che la sensibilità da adolescenti ha perduto da tempo le sue segnaletiche, le energie che potevano stravolgere i canoni tradizionali.
Forse un libro come questo, inteso come un journal al suo esordio, può far capire che niente più esiste di “tradizionale”. La poesia nera, probabilmente come l’interpretava Adriano Spatola quattro decenni fa (“Ho un amico che ha il cuore di un bambino, lo tiene sulla scrivania in un vaso pieno d’alcol” – Alfred Hitchcock), viaggia su leghe non abitudinarie, allora contro le pigre e “moderne” versificazioni amorose, oggi contro il mollusco senza dimensioni della rete digitale che sembra aver divorato anche la poesia.
Così gli appunti adottano una lingua eccentrica, distinta in diverse modalità, dal
frammento al coro, dall’elegia civile alla stanza costruita con metrica rocciosa. I metodi della creazione sono pronti per la verifica, messi in chiaro sul tavolo, mostrano bene come occorra essere principescamente vivi e in salute per dar vita alla poesia nera. A riguardo poche cose sfuggono a Danzeranno gli insetti, se guardiamo al peso di cui la raccolta si carica, allo sconcerto suscitato dall’amministrazione dei corpi, dalla venuta al mondo al dissolvimento. L’odio profondo per la vacanza, la sospensione mentale e fisica, si rivolgono prima di tutto ai padri e allo spazio membranoso aperto davanti a essi: la specie delle madri. E Sonia cozza contro il limite invalicabile (per ora) della ricerca. Si chiede, certo, se la poesia possa essere insufficiente, o faccia diventare
l’atmosfera rarefatta. Ma il contrasto, anche se scandaloso, è il tessuto stesso di un linguaggio, soprattutto in questo caso. L’arredo propedeutico non sembra produrre
dubbi. Come introduzione a una puntigliosa storia delle origini (a viatico la lettura di Strauch) è qui dimostrabile la singolare e ultima prova generale di un libro in grado di presentare in futuro piattaforma e statuti propri.

Elio Grasso

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, Milano 2016, pagg.
48, euro 10,00

Danzeranno gli insetti - Copertina

Luce nera – Nicola Vacca

Federica Giordano – Utopia fuggiasca

Sono brevi i nostri versi

Sono brevi i nostri versi,
flash di lucidità senza più storie,
quadri astratti o brodo primordiale.
Eppure si aggrava il gesto,
si fa livida la carne,
il dolore è interferenza.

(Federica Giordano – Utopia fuggiasca)

Un respiro ampio in profondità ed estensione anima questa raccolta
poetica di Federica Giordano. Si può, anzi, parlare di una pluralità di
respiri diversamente modulati, i quali producono interferenze e rivelano nessi, diventando sonde per scandagliare l’universo emotivo e conoscitivo dell’autrice, e fanno di questo lavoro un’opera articolata e complessa che sa guardare lontano nello spazio e nel tempo, mantenendo tuttavia una profonda unità. (Bruno Galluccio)

https://www.amazon.it/fuggiasca-Raccolta-poetica-Federica-Giordano/dp/8898243391/ref=aag_m_pw_dp?ie=UTF8&m=AC9Z8X5SV8Z3O

http://www.ibs.it/code/9788898243396/giordano-federica/utopia-fuggiasca-raccolta.html

 

copertina_giordano2-page-001

E’ Nicola Vacca con la raccolta poetica Luce Nera (edito da Marco Saya) il vincitore del XXVIII Premio Letterario Camaiore.

Serata finale del XXVIII Premio Letterario Camaiore.

Camaiore, 16 settembre 2016 – Si terrà sabato 17 settembre la serata finale del XXVIII Premio Letterario Camaiore. L’appuntamento è alle 21.30 nella Sala Meeting dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore. Il Premio è uno dei più importanti tra quelli dedicati alla poesia a livello internazionale. ” La poesia è la madre di tutte le arti“, sottolinea il Presidente Francesco Belluomini, anch’egli poeta e autore: “Il prestigio di questo Premio si arricchisce di anno in anno. Sono arrivati 182 libri e tanti di questi molto importanti. Sono orgoglioso del lavoro che facciamo con le scuole, coinvolgendo nella Giuria Popolare i nostri giovani, attraverso la Rassegna a loro dedicata”. L’ingresso è libero. A fare gli onori di casa il SindacoAlessandro Del Dotto e il Presidente e fondatore del Premio Francesco Belluomini, alla guida della Giuria Tecnica formata da Corrado Calabrò, Emilio Coco, Vincenzo Guarracino, Paola Lucarini e Mario Santagostini.

 

Con votazione diretta e in tempo reale, la Giuria Popolare proclamerà il vincitore tra gli autori scelti dalla Giuria Tecnica. Ecco i nominativi dei finalisti, con le loro opere:
Cristina Annino, “Anatomie in fuga” (Donzelli);
Dante Marianacci, “Scenari della mente” (Di Felice);
Roberto Mussapi, “La piuma del Simorgh” (Mondadori)
Silvio Raffo, “La vita irreale” (Robin & sons);
Nicola Vacca, “Luce nera” (Marco Saya Edizioni).

 

Saranno conferiti anche importanti riconoscimenti ad alcuni tra i più autorevoli poeti di valore internazional e, per opere di particolare interesse storico, contemporaneo e poetico.

 

Ecco dunque i premiati.

 

Vincitore Camaiore Proposta “Vittorio Grotti”: Davide Maria Quarracino – “Frangiflutti” (Lieto Colle).
Vincitore Premio Internazionale: Claribel Alegría – “Voci”, Nicaragua, (Samuele).
Premio Speciale 2016: Franco Marcoaldi – “Il mondo sia lodato” (Einaudi).
Menzione Speciale 2016 Poesia Italiana: Antonio Porta – Carmelo Pistillo – “Perché tu mi dici: poeta?” a cura di Carmelo Pistillo e Fabio Jermini (La Vita Felice).
Menzione Speciale 2016 Poesia Russa: Solomon Volkov – “Dialoghi con Josif Brodskij” a cura di Gala Dobrynina (Lieto Colle).
Menzione Speciale 2016: Nicoletta Di Gregorio – “A immagine persa” (Pegasus Edition).

 

Brindisi finale in onore di Rosanna e Francesco Belluomini che allo scoccare della mezzanotte festeggeranno il cinquantesimo di matrimonio, un traguardo importante che condivideranno con tutti i partecipanti alla manifestazione.

La serata sarà condotta dal giornalista Rai Alberto Severi con la collaborazione di Alessia Innocenti, attrice, regista teatrale e interprete cinematografica.

 

http://www.lanazione.it/viareggio/cultura/premio-letterario-camaiore-tutto-pronto-per-la-finale-1.2515130?wt_mc=fbuser

Claudia Zironi: Fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni

Poetarum Silva

zironiClaudia Zironi: Fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni, Marco Saya, 2016, € 14,00

Nota di lettura di Luigi Paraboschi

questa sensazione che mi prende
di non bastare a me stessa

Mi piace aprire la lettura di questo libro, riportando come esergo due versi che mi hanno colpito di una poesia del libro precedente della stessa autrice:  Eros e Polis – di quella volta che sono stata Dio nella mia pancia, del 2014, perché questo ultimo lavoro  mi ha fatto constatare come il suo  percorso interiore di ricerca iniziato nel 2012 con Il tempo dell’esistenza  sia approdato con la sua ultima raccolta ad una visione esistenziale di certo più ampia rispetto alle precedenti, ma anche più “ devastata “ sul piano dello sguardo che ogni artista ha sul mondo. Si esce dalla lettura di queste pagine con la sensazione che ancora oggi, a distanza di quattro anni durante i…

View original post 2.097 altre parole