Danzeranno gli insetti di Sonia Lambertini a cura di Elio Grasso

di poesiaoggi

Danzeranno gli insetti contiene appunti per un’idea di poesia nera. Che distingue alcuni aspetti del caotico miscuglio in cui siamo versati. Un concetto antico della scrittura che oggi potrebbe tornare in auge, se soltanto la gran parte di coloro che scrivono poesia (o almeno quel che considerano tale) lasciassero per una volta perdere i pensieri reazionari.
Sensibili soltanto al proprio torace, le cui parole per descriverlo sono tratte da un vocabolario di cento lemmi quando va bene. Nemmeno il più semplice gioco della
fantasia poetica allerta, in nome di una messa a fuoco estatica che più “locale” non
potrebbe essere. Appunti, dunque, per lo più traversi, come fossero foglietti giunti dopo vacanze erranti dallo Steinhof. Che favoriscono la percezione nera che lo sguardo di Sonia Lambertini mastica e rimastica davanti ai piani incrociati dell’attuale storia dell’umanità. Una applicazione dalle caratteristiche testarde, la sua, che oppone un po’di brutalità al pericolo dell’epoca. Ci sono notti in cui invocare un netto rifiuto sembra più di un atto volenteroso, se non fosse che la sensibilità da adolescenti ha perduto da tempo le sue segnaletiche, le energie che potevano stravolgere i canoni tradizionali.
Forse un libro come questo, inteso come un journal al suo esordio, può far capire che niente più esiste di “tradizionale”. La poesia nera, probabilmente come l’interpretava Adriano Spatola quattro decenni fa (“Ho un amico che ha il cuore di un bambino, lo tiene sulla scrivania in un vaso pieno d’alcol” – Alfred Hitchcock), viaggia su leghe non abitudinarie, allora contro le pigre e “moderne” versificazioni amorose, oggi contro il mollusco senza dimensioni della rete digitale che sembra aver divorato anche la poesia.
Così gli appunti adottano una lingua eccentrica, distinta in diverse modalità, dal
frammento al coro, dall’elegia civile alla stanza costruita con metrica rocciosa. I metodi della creazione sono pronti per la verifica, messi in chiaro sul tavolo, mostrano bene come occorra essere principescamente vivi e in salute per dar vita alla poesia nera. A riguardo poche cose sfuggono a Danzeranno gli insetti, se guardiamo al peso di cui la raccolta si carica, allo sconcerto suscitato dall’amministrazione dei corpi, dalla venuta al mondo al dissolvimento. L’odio profondo per la vacanza, la sospensione mentale e fisica, si rivolgono prima di tutto ai padri e allo spazio membranoso aperto davanti a essi: la specie delle madri. E Sonia cozza contro il limite invalicabile (per ora) della ricerca. Si chiede, certo, se la poesia possa essere insufficiente, o faccia diventare
l’atmosfera rarefatta. Ma il contrasto, anche se scandaloso, è il tessuto stesso di un linguaggio, soprattutto in questo caso. L’arredo propedeutico non sembra produrre
dubbi. Come introduzione a una puntigliosa storia delle origini (a viatico la lettura di Strauch) è qui dimostrabile la singolare e ultima prova generale di un libro in grado di presentare in futuro piattaforma e statuti propri.

Elio Grasso

Sonia Lambertini, Danzeranno gli insetti, Marco Saya Edizioni, Milano 2016, pagg.
48, euro 10,00

Danzeranno gli insetti - Copertina

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