Franz Krauspenhaar – Le belle stagioni

di poesiaoggi

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Col nuovo sole l’autunno ha un calore
e splende a nuovo la vita. Il cielo pialla
un sole ritrovato. È una primavera
rovesciata, come un guanto calzante
alle mie ossa, alla mia carne dura.
Verso le cose e verso fontane e mani
che salutano, come in treno, autunno
sei alla fine di ogni cosa e anche speranza,
come se tutta la vita partisse e conducesse
dove tu sei, e ti muovi, nell’ombra del sentiero.
Partenza e arrivo d’ogni vita, lacrime e poi
i dolci rimpianti. La domenica è un bossolo
non sparato, così, una cosa finta, la plastica.
Sei nessuno alla fine del fiume, steso, in terra
concime futuro, escrescenza, minimo numero
del mondo dimezzato. Ma è dolce questo vino,
quest’ambrosia si dipana per i tuoi nervi scossi,
è l’uva colta che si spalma dolce al tuo sterno.
Finalmente un po’ di aurea dolcezza, di pacato
sentire prima dell’ultima battaglia. E l’odore
ligneo delle foglie, il bruciare struggente dei falò,
mentre corri come bambino facevi, la corsa
campestre, e i polmoni avevi gonfi d’aria
bruciata, l’odore impossibile dell’autunno
discendente, delicato e agrodolce, e dello sforzo.
(Franz Krauspenhaar)

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