Fernando Picenni – Occhimirìada

di poesiaoggi

La vita è un tappeto
che l’angoscia sbatte
di continuo.
*
I lunghi meriggi estivi
tengono indietro la sera
che entra nella notte
ancora piena di chiarore.
*
In mezzo a una folla
di pestatori di gradini
salgo anch’io la scalinata
del grande museo.
*
Mi ricordo sempre di voi,
poveri guitti di strada
con l’organetto e il pappagallo verdino
che pesca il foglietto
dell’improbabile fortuna.
*
Passa per strada
un magnifico corteo di matite colorate,
una cadenza marziale di tubetti acrilici,
una fitta ressa di pennelli extrafini
fin laggiù a quel piazzale,
sagomato a tavolozza.
*
Ti lascerò,
mondo continuativo,
quando sulla linea lunga del mare
sarò della vela
il supino pilota.
*
La penna stilo si abbevera al calamaio.
Ha fatto una lunga sorsata, bastevole
per il deserto di molti fogli.
*
L’Arte che si rende caduca
è una padella dove sono stati
posti a cuocere ingredienti
non appropriati.
*
Il carburante dell’artista
sta in un serbatoio modesto:
bisogna fare frequenti rifornimenti.
*
I miei quadri, usciti dallo studio,
fanno un giro d’aria sul ballatoio,
poi tornano indietro.
*
L’Arte è bandiera in finestra.
Sotto si radunano coscritti festanti
con la cartolina precetto
della creatività.
*
In Arte il registro delle nascite
enumera alcuni nomi di buona stirpe
e parecchi nati morti.
*
Passano per via
gli artisti diretti allo studio.
Critici in finestra,
ritiratevi.
*
Beati gli artisti del “recinto”.
Melodiosamente entrati nel futuro,
dati in dono e premio
ad affacciati posteri.

Fernando Picenni – Occhimirìada – Marco Saya Edizioni
http://www.fernandopicenni.it

occhimiriada

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