Ifigenia siamo noi

di poesiaoggi

Ifigenia siamo noi

Mani feroci arrangiano ancora
la nostra epopea.
Hanno imparato, antica,
la retorica del gesto.
Le stesse mani posano sui cocuzzoli
i monasteri e le tuniche segrete.
Invece noi conserviamo nell’asfalto
la nostra luce greca,
nell’addio lanciato sul binario,
nella folla sconfitta dal numero.
E non fa più effetto glaciale
che una donna muoia per sacrificio,
o la sua speranza.
Che resti almeno nascosta quella luce
dentro la voce di un narratore.
Che almeno possiamo riconoscerla
e sgranare gli occhi di paura come statue.
Il dettaglio moderno è la sutura greca.

Federica Giordano – Utopia fuggiasca

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