poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: febbraio, 2017

RECENSIONI – “Capelli struggenti” (Marco Saya Edizioni, Milano, 2017) di Franz Krauspenhaar

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

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LA PROVVISORIETÀ DELLA REDENZIONE
 
Sulla poesia di Franz Krauspenhaar
 
La poesia di Franz Krauspenhaar è figlia della roccia e dell’arancia. Perché dalla roccia trae sedimento, mentre dell’arancia offre la luce della sua polpa. Di lavoro di scavo, frutto di ogni poesia meritevole, dunque si tratta. Scavo che dalla superficie della prosa riporta alla luce i resti di un poeta moderno, tagliente, quotidiano, sì, ma soprattutto vivo. Perché Krauspenhaar ha nella sua lingua la necessità di sentirsi vivo, rispetto alla monotonia del quotidiano, questa sì in senso letterale, spesso accordata (o meglio, scordata, nella sua ambivalenza di senso) in un’unica sonorità d’assenza. Invece Franz, che da bravo scrittore qual è la sa lunga, si fa visitare dal lupo della scrittura in maniera autentica, senza però soccombere, anzi, riuscendo a sopravvivere nella giungla urbana e del testo letterario, presagendo però una sorta di sconfitta che forse non darà mai redenzione…

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Capelli struggenti di Franz Krauspenhaar a cura di Giovanni Agnoloni

Capelli struggenti (Marco Saya Edizioni) è la nuova silloge di Franz Krauspenhaar. Forse meglio di qualunque altra (penso in particolare a Biscotti selvaggi e Le belle stagioni, sempre edite da Marco Saya), coglie la misura stilisticamente ibrida della scrittura di questo autore, perché combina liriche dal taglio narrativo a spunti prosastici densi di intuizioni poetiche.

Il tema di fondo – e il vero Leitmotiv di tutta l’opera letteraria di Krauspenhaar – è la solitudine. Anzi, si può dire che Capelli struggenti sia un’articolata declinazione di questo vocabolo dell’anima, come se la sua forma frammista di poesia fosse un lungo esercizio flessivo, con decine di casi per esprimere ogni sfumatura di funzione logica, o un infinito pentagramma, carico di microtoni atti a fotografare le minime sfumature del mondo di dentro.

Perché per me questo è il senso del titolo: “capelli struggenti” come sottilissime entità emozionali, aghi quasi impercettibili, che suscitano sensazioni estremamente lucide, consapevoli, spietate. Come nella lirica di apertura, “Alla madre”: 

“Mamma io sono già morto
e vorrei approfondire il futuro
ma tu non esserne colpita
sono morto come un foglio
giallo, sotto una biro che non scrive.
Nel nostro profumo di vaniglia
le torte che hai fatto salutano
la nostra storia. Io sono già morto
con la musica troppo alta, l’ozio
delle domeniche e il vento che spira
dalla mia testa china. Non temere,
sono vivo ancora, se ti avvicini.
Se ti avvicini saremo sempre vivi,
il vento saremo noi, contro la musica
del cielo, della nebbia, della pioggia, del sole
e avvicinarsi ai confini, senza paura.”

Continua a leggere su:

http://www.lankenauta.eu/?p=9929

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10 giorni giorni alla scadenza dei premi letterari banditi dal Festival Bologna in Lettere per l’anno 2017.

Solo 10 giorni giorni alla scadenza dei premi letterari banditi dal Festival Bologna in Lettere per l’anno 2017. Il Concorso è diviso in tre sezioni: Sezione A – Opera edita (premio in denaro), Sezione B – Raccolte inedite (pubblicazione gratuita dell’opera vincitrice a cura di Marco Saya Edizioni), Sezione C – Poesie singole inedite (premio in denaro). Altri premi in presentazioni critiche delle opere e partecipazioni degli autori finalisti agli eventi del Festival. SCADENZA 28/02/2017. Tutte le info qui

https://boinlettere.wordpress.com/2016/10/09/bologna-in-lettere-2017-concorso-di-poesia-contemporanea-per-opere-edite-e-inedite/

 

ANTICIPAZIONI EDITORIALI: Giorgia Meriggi – “Riparare il viola” (di prossima uscita per la collana “Sottotraccia”, diretta da Antonio Bux, Marco Saya Edizioni, Milano, 2017)

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

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In preparazione la quarta uscita della collana “Sottotraccia” che dirigo per le Marco Saya Edizioni di Milano. Dopo gli esordi di Bruno Lugano, Andrea Gruccia e Simona De Salvo, ecco il libro d’esordio “Riparare il viola”, di Giorgia Meriggi. Per il blog anticipo la mia solita quarta di copertina, più dieci poesie dal libro e la cover dello stesso.
 
Grazie, Bux.
 
 
In questa sua opera prima, Giorgia Meriggi dimostra di essere un’autrice di spada e di cesello, un perfetto artigiano che, col suo lavoro, ordisce una trama che dà precisione al caos (sgradevole, spinoso, amaro) del reale o, per dirla alla Hoeuellebecq, all’incongruo del mondo. E così il libro si sviluppa più dal movimento che dall’osservazione, dato il nascere di quasi tutti i versi “in cammino”, durante lunghe passeggiate in collina, dove l’autrice ha vissuto per quindici anni. Infatti quella della Meriggi è una poesia della visione…

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Un poker d’assi in arrivo …

Cari giornalisti, ricordatevi che …

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.

(Joseph Pulitzer)

Cercando la poesia perduta … alla Libreria Popolare di Via Tadino con Luca Vaglio, Biagio Cepollaro, Daniele Giglioli, Paolo Giovannetti.

Stasera alle 21,00

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Sui dialetti e la felicità …

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La Lettura del Corriere della sera del 5.2.2017

Su La Lettura del Corriere del 5.2.2017 – un articolato e consistente servizio a cura di Ida Bozzi e Franco Manzoni “Come si dice Felicità in dialetto”.