RECENSIONI – “Capelli struggenti” (Marco Saya Edizioni, Milano, 2017) di Franz Krauspenhaar

di poesiaoggi

DISGRAFIE - a cura di Antonio Bux

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LA PROVVISORIETÀ DELLA REDENZIONE
 
Sulla poesia di Franz Krauspenhaar
 
La poesia di Franz Krauspenhaar è figlia della roccia e dell’arancia. Perché dalla roccia trae sedimento, mentre dell’arancia offre la luce della sua polpa. Di lavoro di scavo, frutto di ogni poesia meritevole, dunque si tratta. Scavo che dalla superficie della prosa riporta alla luce i resti di un poeta moderno, tagliente, quotidiano, sì, ma soprattutto vivo. Perché Krauspenhaar ha nella sua lingua la necessità di sentirsi vivo, rispetto alla monotonia del quotidiano, questa sì in senso letterale, spesso accordata (o meglio, scordata, nella sua ambivalenza di senso) in un’unica sonorità d’assenza. Invece Franz, che da bravo scrittore qual è la sa lunga, si fa visitare dal lupo della scrittura in maniera autentica, senza però soccombere, anzi, riuscendo a sopravvivere nella giungla urbana e del testo letterario, presagendo però una sorta di sconfitta che forse non darà mai redenzione…

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