IL vizio del vuoto – Giovanni Catelli

di poesiaoggi

Questo battito di cenere
asciuga la sera
chiama silenziose le tenebre
uno stupore più vasto
a ricordarti di vivere
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Le ondate della sera
s’accasciano sui viali
frangono spume alla pietra lontana
vegliano la sorte avara del tramonto
curvano la magra luce fra i lampioni
e già tu disperi negli incontri
voga sul tuo viso il gelo del timore
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ad Antonio Tabucchi
Se ti dicessi che cammino ancora per Lisbona
anche qui dove già Lisbona non è più
se potessi dirti che ora so
quel che un tuo cenno avrebbe confermato
il silenzio immobile che preme sulle cose
lascerebbe passare il tuo sguardo ed il mio
la luce chiara della comprensione
l’identica fiducia che sorvola le parole
saremmo più certi che qualcosa non cede
che un lieve filo traversa la bufera del tempo
e che la vera piazza non è qui sola nel mio sguardo
ma trattiene anche il tuo passo
la nostalgia che ti raggiunge dove ora sei
il tuo silenzioso accompagnarci
nell’andare allo scoperto fra la città e l’approdo
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Giovanni Catelli è nato a Cremona. Autore di prosa e poesia, i suoi racconti sono apparsi sulla Nouvelle Revue Francaise, sul Corriere della Sera, sul sito letterario Nazione Indiana, e sulle riviste L’Indice, Diario, L’Immaginazione. I suoi libri sinora pubblicati sono:
In fondo alla notte (Solfanelli, 1992), Partenze (Solfanelli, 1994), Geografie (Manni,
1998), Lontananze (Manni, 2003), Treni (Manni, 2008), Camus deve morire (Nutrimenti 2013), Diorama dell’Est (Lavieri 2014). Geografie è stato sinora tradotto in Ceco, Russo, Ucraino, Polacco e Castigliano (Argentina). Collabora con l’Indice dei Libri, la rivista praghese Babylon e dirige Cafè Golem, la pagina culturale di Eastjournal.net.

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