Riparare il viola – Giorgia Meriggi

di poesiaoggi

*
L’equità del buio per le cose
riassegna pesi, angoli e misure.
L’arco notturno separa i frumenti
dalle scaglie, e fa cadere i sassi
dai pensieri, i calcoli del giorno.
La notte scrive i fatti alla lavagna,
senza rancore, li puoi cancellare.
*
Tu contali i cipressi accomodati
da potature a cono, assecondare
il limite di questo cimitero.
Veniamo qui a criticare l’edera
a divorare i nomi, a procurare
gemiti alla ghiaia, qui troppo bianca.
Io me ne devo andare. Non sopporto
il pianto dell’intonaco, l’odore
di canfora di tutte queste ali.
*
Non vedi come tremano le cose
di mattina, e che paura ha la betulla
all’alba per le prime lame dietro
la foschia. Voglio restare a letto,
zavorra di lenzuola, un alveare
muto, chiudere tutto, non andare
via.
*
Quando diventa lettera il passaggio
di un volo scuro abbreviato dai vetri
è l’interludio fra due stanze vuote.
E in questo breve assenso di ali
in coda all’occhio, fra vuoto e vuoto,
faccio ritorno a casa.

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