poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Mese: settembre, 2017

L’abete nel cerchio

In uscita per Ottobre la raccolta L’abete nel cerchio di Enrico Macioci

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Il Maradagàl

Ringraziamo Filippo La Porta che oggi su “Left” parla del Maradagàl: “Una rivista fuori dai must del mercato”.

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SALOTTO -OMAGGIO ALLA CASA EDITRICE MARCO SAYA, CON LA POESIA DI F. KRAUSPENHAAR E G. MERIGGI a cura di ROBERTO CARACCI

In uscita per Ottobre …

L’immensità della cenere di Ulisse Casartelli
Nevicherà sul mare di Marinella Ollino, in arte Lalli
L’abete nel cerchio di Enrico Macioci
Rettangoli in cerca di un pi greco (il secondo libro delle quartine) di Annamaria De Pietro

 

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Istantanee della presentazione delle raccolte poetiche di Franz Krauspenhaar e Giorgia Meriggi al salotto letterario di Roberto Caracci

Commedia ubriaca di Nicola Vacca a cura di Alida Airaghi

NICOLA VACCA, COMMEDIA UBRIACA – MARCO SAYA EDITORE, MILANO 2017, pp. 104, euro 12

Basterebbe forse evidenziare sei termini contenuti negli undici versi della poesia che apre la Commedia ubriaca di Nicola Vacca (amputare, sangue, massacro, dolore, terrore, uccidere) per individuare il leitmotiv dell’intera raccolta. Che è indubbiamente la violenza: quella patita e quella esercitata dall’uomo, dalla storia, dalla natura, da un dio irascibile e oscuro. Violenza ingiustificata e mai giustificabile, ribadita ossessivamente nei sostantivi (guerra, orrore, mattanza, inferno, odio, squartamenti, carneficina, strage, necrosi, macelleria, ferocia, annientamento, crollo, ammazzatoio…), nei verbi (azzannare, annegare, sanguinare…), negli aggettivi (orribile, crudele, straziato, osceno, feroce, sporco, agghiacciante…).

Allo scandalo del male il poeta può opporre solo una denuncia indignata, ferita, rabbiosa. Lo fa usando uno stile prosaico, sentenzioso, a tratti declamatorio, che può ricordare il timbro apocalittico dei profeti biblici, nella sua perentoria assertività: «Quello che manca oggi è l’imperativo di uno schianto», «Siamo niente in un paesaggio di rovine», «Ognuno ha la sua terra desolata», «La realtà è un museo dell’orrore».

La sua è una vox clamans che disdegna rime, assonanze e qualsiasi artificio letterario, quasi avvertisse lo scrivere in versi inadeguato, o addirittura immorale («Dopo Auschwitz, nessuna poesia», ammoniva Adorno) rispetto alle atrocità commesse quotidianamente dagli uomini contro i propri simili: «I poeti non sono innocenti / perché sanno che la poesia è un’occasione persa / come la vita che ogni essere spreca / quando uccide ciò che ama». Diffidenza, quindi, anche verso gli stessi strumenti che usa, perché persino le parole mentono, e risultano inefficaci, spuntate: «le parole precipitano in un’ora di buio», «La penna scortica le parole», «Le parole assassine / non temono i pensieri di cemento», «Questo non è più il tempo delle parole», «Non resta altro da fare / che essere becchini delle parole».

Di fronte al sangue innocente versato in guerre efferate, alle stragi terroristiche, ai kamikaze che si fanno esplodere (particolarmente sofferto è il ricordo dei recenti attentati parigini), Nicola Vacca reagisce con impetuoso sdegno, schernendo ogni ipotesi utopistica di riscatto, ogni illusione di fraternità o speranza di pace futura. Siamo nati per soffrire e per far soffrire, come già sosteneva pessimisticamente Leopardi: e non è un caso che le citazioni scelte dall’autore ad esergo del libro appartengano a Emil Cioran e Michel Houellebecq, disincantati cantori della fine dell’umanità, della impossibilità di qualsivoglia solidale empatia con il prossimo.

“Commedia”, quella che viviamo: finzione “ubriaca”, illusione di contare nella mente degli altri o almeno di un dio, quando invece non serviamo a nulla, se non a danneggiarci a vicenda: «noi siamo già morti».

Come giustamente afferma Alessandro Vergari nella sua colta prefazione al volume, Vacca descrive il degrado antropologico della nostra contemporaneità con «urgenza e inquietudine», con una perpetua «sensazione di accerchiamento e controllo», affidandosi a un’analisi spietata del reale che ci stritola nei suoi impietosi ingranaggi: «Nessuno passa attraverso nessuno / e tutti calpestano il deserto di tutti», perché «siamo spacciati in un ammazzatoio». Se il massacro reciproco è la regola, come insegnava Hobbes, allora è evidente che anche la poesia diventa un inutile passatempo per anime belle, e pertanto va sconfessata, scardinata, derisa nelle sue pretese di intangibile nobiltà.                                                                                                                                                              Alida Airaghi  

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Giorgia Meriggi, “Riparare il viola” (di I. Grasso)

Poetarum Silva

meriggiGiorgia Meriggi, Riparare il viola (Marco Saya Edizioni, 2017)

Recensione di Ilaria Grasso

Riparare il viola è l’intrigante titolo della raccolta di Giorgia Meriggi, finalista al Premio Internazionale di Letteratura della città di Como.
Prima di leggere queste poesie mi sono interrogata sulla natura di questo colore viola e mi erano venuti in mente solo i raggi ultravioletti e ammalanti del sole o a versi impregnati di un femminismo un po’ agé. Immaginate lo stupore che ho provato ascoltando l’io lirico della Meriggi che mi cantava di un mondo vegetale dotato di una grande capacità evocativa. In passato l’unica cosa di vagamente affine era stata per me Fiori fantasma di Ronald Fraser, edito qui in Italia da Edizioni di Atlantide.
La bellissima prosa del libro di Fraser ci racconta di Judy, una giovane botanica “insofferente delle regole della società maschile in cui vive e di un fidanzamento che…

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Il Maradagàl – La nuova rivista letteraria

Il Maradagàl, presentazione del primo numero:
“La critica fra letteratura e editoria”.

Nasce a Milano una nuova rivista letteraria: il Maradagàl. Quadrimestrale cartaceo illustrato, pubblicato da Marco Saya Edizioni e diretto da Sara Calderoni.
Maradagàl: il paese delle lettere. In perenne stato di belligeranza con gli eserciti dell’insensato. Attraverso un pensiero resistente al conformismo, una critica motivata e poco accomodante, la rivista invita a un rilancio del dibattito culturale, nell’avvertita necessità di ristabilire un sano interscambio fra critici autori editoria. Obiettivo principale, quello di ritrovare un plausibile criterio di valore nella contemporanea Babele dei linguaggi.

In tanti ci avete chiesto dove acquistare la rivista: eccola in vendita!
Su questa pagina potete accedere direttamente all’acquisto, cliccando il pulsante “Acquista ora” in alto a destra, oppure sulla “Vetrina” nella colonna a sinistra della pagina, che sarà aggiornata, via via, con tutti i numeri pubblicati.

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