L’immensità della cenere di Ulisse Casartelli recensito da Nicola Vacca su Satisfiction

di poesiaoggi

L’IMMENSITÀ DELLA CENERE

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L’Immensità della Cenere (Marco Saya edizioni ) è il nuovo libro di versi di Ulisse Casartelli. Il poeta bolognese ha sempre molti nodi da sciogliere, per questo motivo scrive poesie.

La poesia per lui è un mistero che fa parte dei misteri della sua stessa esistenza.

Ulisse taglia le parole e senza mai rinunciare alla sua formazione filosofica anche in questi nuovi versi rincorre i brividi più inquietanti dell’essere come questione.

Ma è la sua poesia che fa venire i brividi, Ulisse la scrive in presa diretta con il suo terrore di essere uomo.

«Un demone ubriaco / canta nelle orecchie / l’illusione di una morte / che promette libertà». Ma è la sua poesia che fa venire i brividi con tutta quel desiderio di smascherare fino alla nudità essenziale la realtà.

Tra le sue pagine troveremo sempre il poeta e soprattutto l’uomo che sente a un passo la verità, ma quando cerca di afferrarla si accorge che davanti a lui si spalancano le porte del nulla.

Ulisse cerca se stesso nei versi che scrive. La poesia per lui è una lama che procura tagli sulla carne viva.

«In queste poesie ho sentito come essere uomini significa essere insufficienti all’ideale di noi stessi che grazie a una sola poesia possiamo ritrovare sgretolato. Se ciò significa svelare quello che siamo allora ne sarà valsa la sofferenza, anche se essa ci avrà condotto sulla soglia della follia».

Così scrive Ulisse con l’intenzione di mostrarsi al suo lettore come uomo che attraverso la poesia cerca lo svelamento di sé.

«Preferisco il precipizio / al terrore / di caderci dentro». Ulisse Casartelli non nasconde il suo inferno e soprattutto non si nasconde dietro paradisi facili. L’Immensità della Cenere è una collezione di inquietudini che ha nella cenere la metafora della verità.

Le inquietudini di Ulisse Casartelli (ma sono anche le nostre): egli sa benissimo che il poeta (e quindi l’uomo) è colui che non possiede nulla.