MARZIA SPINELLI – da “Trincea di nuvole e d’ombre” (Marco Saya Edizioni, 2019)

di poesiaoggi

DISGRAFIE - blog di poesia a cura di Antonio Bux

[…]Conosco e seguo da tempo Marzia Spinelli (Roma, ‘57), talento tra i migliori della sua generazione: e non epigonale, non abbandonato alla corrente usuale, limacciosa o affettata, vagamente pavida, dei suoi colleghi impazienti, vanitosi, oh ben poco solidali… La leggo almeno dal suo bell’esordio del 2009, Fare e disfare (Lietocolle): e fui lieto di dedicarle una recensione, doverosa perché frutto di una lettura propizia, ed anche un po’ rara: come tutta quella poesia che esce dagli schemi, solfeggia i propri versi e insieme se ne libera, li affranca da tutti i canoni e i luoghi comuni di cui la poesia non ha mai bisogno, per vedersi concedere plausi e attenzioni, in verità, sempre più plasticate o peregrine.[…]
 
dalla prefazione di Plinio Perilli
 
***
 
Le ombre in trincea sotto nubi
dalle mutevoli forme: le guardano
a tratti, quale presagio di quel che accade
a terra
 
dove scorrono…

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