poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Silenzio armato di Franco Castellani

Ringrazio “Paragone” per l’ospitalità.

I testi fanno parte della raccolta Silenzio armato di Franco Castellani di prossima uscita presso Marco Saya Edizioni, con la prefazione di Paolo Maccari.

Poesia del Nostro Tempo

Incorporei appunti

INCORPOREI APPUNTI – POESIE SCELTE 2000-2021

incorporeiappunti

AUTORE

Marco Saya

GENERE

Poesia

EDITORE

Marco Saya

2021

ARTICOLO DI

Domenico Volterra

Milano una quarantina d’anni fa non era male: nonostante la nostalgia delle praterie argentine, fu amore a prima vista per la nebbia perenne che si incuneava fra le case di città studi. Ma, si sa, tutto cambia: “gli amori passano / anche le città cambiano, / e quella nebbiolina / ha scelto un altro amante”. Milano pare essere il crocevia di questa antologia poetica; sempre si staglia sullo sfondo, quando svelando anfratti del parco Lambro, quando apparendo come semplice frastuono, “oblio di luci lasciate / sempre accese”, mentre “si diventa vecchi prima dell’andare / a capo”, in questo libretto del rimpianto e del rammarico è la città dell’amore e del disincanto. A volte gli appunti di Marco Saya sembrano rimandare a Eraclito di Efeso: “Quando si fa notte / l’apparire s’addormenta / stremato nelle tastiere / di lettere solitarie. / Lassù, le luci delle stelle / festeggiano la verità / del creato / e il sole dell’alba inganna / il risveglio del perpetuo / errore”. Diffuso per tutto il volume è il tono di rammarico per la vita che passa e non ritorna: “A una certa età / (attorno alle ore 16 del pomeriggio) / sembra tardi per tutto / che il tutto potevi farlo / prima ma prima il treno / non arrivava e prima ancora / non esisteva e ora il tempo / ti spezza le gambe, / peggio di una protesi / che ti illude nell’agonia / del non fatto”. Noia del presente che tramonta fra giorni sbiaditi: “Ci si vede ogni tanto, / forse più per ricordarci che ci siamo; / il come poco importa” …

Incorporei appunti suona un po’ come una specie di Canzoniere intimo, in cui convergono poesie che Saya aveva già precedentemente dato alle stampe in varie altre raccolte edite negli ultimi vent’anni. A larghi tratti riferendosi alla tradizione poetica italiana del Novecento – molti frammenti richiamano spiccatamente il primo Montale – sembra, ad ogni modo, che l’autore riesca a divincolarsi da influenze e soggezioni varie, fino a raggiungere uno stile suo proprio: non sarebbe azzardato definirlo un classico di questa epoca, cosa che forse provvederanno a fare gli addetti ai lavori dei prossimi anni. Frammenti di marcata ascendenza montaliana si alternano dunque a scritti che ricordano in qualche maniera il fraseggio del jazz – Saya è, fra l’altro, anche un musicista jazz – e a brevi prose liriche. Sullo sfondo c’è sempre Milano: fra un verso e l’altro sempre riverberano echi di nenie urbane, come suoni dai sobborghi in una domenica pomeriggio rallentata. Canzoniere della piccola e media borghesia milanese, dunque, di cui Saya pare voler assurgere a nuovo cantore, il libretto sembra inoltre voler inserirsi in un certo qual filone di letteratura post-marxista, per la critica della realtà che a tratti sale in superficie ma per lo più rimane in apnea, come a mischiarsi con il rammarico dell’uomo della media borghesia, che sonnolento si conduce da un anno all’altro: il senso di rammarico è sparso. Incorporei appunti è un piccolo classico dei nostri tempi: andrebbe letto, e magari riletto.

https://www.mangialibri.com/incorporei-appunti-poesie-scelte-2000-2021

Abbiamo discusso dell’aldilà di Paolo Pitorri su Polisemie

Cosmologie di Luca Vaglio su Le parole e le cose

La Piccola Accademia di Poesia

La Piccola Accademia di Poesia vi aspetta! Per info scrivere a: https://piccolaaccademiadipoesia.com

La nostalgia è una forma di meraviglia

La presentazione della raccolta Cosmologie di Luca Vaglio alla libreria popolare di via Tadino con Lorenzo Cardilli

poesia1

I cieli della preistoria

È uscita, per Marco Saya Edizioni, questa preziosa e necessaria antologia di poesia pugliese curata da Antonio Bux. Tra i tanti bei versi che la compongono, troverete anche quelli di Giuseppe Todisco, accompagnati da una nota introduttiva di Alfonso Guida.

“Dispositivi” di Stefano Guglielmin. Una lettura di Loredana Semantica

LIMINA MUNDI

Che possiamo noi realmente sapere
degli altri? chi sono, come sono…
ciò che fanno… perché lo fanno…

Luigi Pirandello

Dal poeta Stefano Guglielmin, stimato insegnante, saggista e critico di poesia, mi perviene il suo ultimo libretto “Dispositivi”, pubblicato da Marco Saya Edizioni. Sobria la copertina color senape nel formato 20 x 15 e accattivante la ruvidezza del cartoncino goffrato millerighe.
Conosco da tempo la scrittura di Stefano. Leggendo “Dispositivi” riconosco il timbro del poeta sin dai primi componimenti. Un poeta si dice tale, non tanto perché compone in versi e non solo per la tensione a produrre poesie, ancora meno per la mole di composizioni poetiche prodotte, ma, maggiormente, quando la sua voce è riconoscibile, cioè ha acquisito sue peculiarità che la distinguono da quella d’altri. D’altra parte, quella del lettore, credo che nel tempo con la lettura frequente di un certo autore avvenga una sorta di “addomesticamento” non dissimile…

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