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POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI …

Tag: poesie

Se dovessi assegnare il nobel per la letteratura sceglierei Leonard Cohen

Dono

Mi dici che il silenzio
è più vicino alla pace delle poesie
ma se in dono
ti portassi il silenzio
(perché io conosco il silenzio)
diresti allora
Questo non è silenzio
è un’altra poesia
e me lo restituiresti.

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Pullman di linea

Panorami nel vetro
sovrapposti,

un cappotto grigio e
brevi scorci di prati.

D’improvviso ci incontriamo
viaggiatori silenziosi
nello stesso cartellone …

Appanna lo specchio
un segreto pudore.

(Lio Attilio Gemignani, a breve l’uscita della sua nuova raccolta dal titolo Il fruscio dell’aquilone)

piatti

piatti nel dire,
alfabeti poveri,
lettere indifferenti,
inciviltà delle parole,
viltà di bocche.

piatti senza sugo,
scarsi di ingredienti,
così puliti,
così bianchi,
mai consumati.

piatto

Nudi

quel ramo
s’apre alla finestra
nudo, ancora per
poco, interroga
sguardi indifesi
in attesa di riscatti
che il tempo rimanda
tra silenzi di tutti

ramo secco

vernissage

con i lustri che passano giusto un lustrino
sulla giacca ingentilisce il tardo aspetto
della cute truccata con oli oli-gominerali
ed è tutto un fissaggio di creme e cremine
per poi affrontare il nuovo giorno oscurato
da scorie carboniche che distruggono il nostro
paziente vernissage ma fa più fico
questa cosa del cosa è o cosa non è
come il gioco delle bambole
o delle piccole cucine dove mia nonna
deformava le pettinature
o inventava quale piatto servire in tavola
che i materiali oggi non valgono un cazzo
come le camicie che compri
per poi buttare il colletto
insozzato da polveri mischiate
a sputi e a tossici sproloqui
così salivazioni e sperma raffermo
sui marciapiedi delle nostre città da bere
sono gli unici compagni di bevute.

inquinamento

attesa

a un’ora prestabilita cala la saracinesca,
non sempre. uno spiffero da uno spiraglio
rincorre il nostro volto mescolando
i respiri nella primordiale ispirazione.

*

che poi basta cambiar casa,
e trovar una carta da parati,
prima il giallino della parete
con quei due piattini e quei due quadretti
fissavano la tua agonia.

*

nella nuova vita ascolto sergio mendes,
una bossa del 66 così mi prende quella saudade
che ti solca il viso e la saracinesca
del garage rimane chiusa, anche
l’auto non respira dai finestrini.

*

infine le cianfrusaglie avvolgono il tuo corpo,
metallo contro pelle, cavetti contro peli,
schermi contro occhi, una partita a due
e le riserve aspettano in solaio nell’attesa
di scendere in campo anche solo
per qualche minuto.

saracinesca

Biscotti selvaggi per Franz Krauspenhaar (Marco Saya edizioni) – intervista di Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Franz Krauspenhaar

Biscotti selvaggi

Intervista di Giuseppe Iannozzi

blog di F. Krauspenhaar: http://www.markelo.net/
pagina su Facebook:http://www.facebook.com/krauspenhaar

Biscotti selvaggi – Franz Krauspenhaar – Marco Saya edizioni – collana poesiaoggi – prima ediz. 2012 – ISBN 978-88-907500-7-6 – pagine 86 – prezzo: € 12,00

Marco Saya edizioni
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in evidenza1. Dunque, Franz, la tua ultima silloge poetica ha un titolo che colpisce dritto alla bocca dello stomaco: “Biscotti selvaggi” (Marco Saya Edizioni). Un poema all’amore, e alla ribellione. Non ho trovato nei tuoi versi dei possibili raffronti con altri poeti, vale a dire che la tua poesia è tanto originale quanto selvaggia. Sei un demolitore di idoli: dai tuoi cazzotti in versi non esce quasi nessuno vivo o a testa alta. E forse c’è più ribellione che non amore nei tuoi “Biscotti selvaggi”. Spiegami: sei un demolitore di idoli? Perché tanta ribellione? Chi o cosa ti ha portato a scrivere…

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invettiva

questa fisima del parquet sempre splendido
e splendente, poveri idioti, ma è la polvere
che, in realtà, fa sangue negli interstizi
dove gli acari hanno la risposta
da millenni che tu sorvoli
nel percuotere la moquette
e ogni volta ricominci daccapo
nell’illusoria iperbole dello scenario lindo
tanto per lucidare la superficie già sfavillante
da slang parassitari e ensemble
di improvvisati nonsense. abbandona
la tua incompiuta e inizia a viaggiare
come colui “che città vide molte, e delle genti
l’indol conobbe.”

omero

polveri

il bambino e la sua bolla,
scoppia a una certa altezza.
schegge di sapone a nozze con polveri
sottili nevicano l’asfalto.
il camino fuma ceneri
di lische consumate.
balconi anneriti nero di seppia.
gran fritto di oli nelle branchie ingurgitati.
rigurgita l’atmosfera,
rigurgito della massa a terra:
dove andiamo?”
il fondotinta nasconde gli involucri.
pioverà?”
laviamoci ammollandoci nelle cicerchie.

http://www.campanottoeditore.com/vedilibro.php?pagina=catalogoelencolibri.php&idlibro=1585

polveri sottili

 

beffa

può essere improvviso
quello sbattere della vita.
nella folata si stacca il quadretto
e tu, lì dentro, ti guardi mentre
precipiti invece di salire.

ritratto